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Artrosi cervicale: è una patologia degenerativa a carico delle
vertebre del collo, spesso legata a discopatie di questo tratto, ovvero
a degenerazione del disco intervertebrale. Come nel caso di quasi ogni
processo artrosico, è legata ad eccessive tensioni causate da muscoli
ipertonici (spesso sottili ma molto tesi), che ne riducono la mobilità e
la libertà. Proprio questo eccesso di tensione, con cui deve
quotidianamente convivere il movimento, fa sì che le cartilagini
comincino ad usurarsi, il disco intervertebrale si deformi e si
assottigli, la forma tondeggiante del disco si alteri e di frequente si
creino in associazione dei becchi di calcio (uncoartrosi) a causa del
deposito (per eccesso di sollecitazioni in modi e punti sbagliati).
Molto spesso l’avanzare di questa patologia porta al coinvolgimento di
strutture nervose e/o vascolari, nascenti o uscenti dal tratto
cervicale, così che ci si trova a dover combattere con le
cervicobrachialgie (ovvero dolori che si diffondono fino alle braccia e
alle mani) o con stenosi delle arterie e relative manifestazioni.
Va detto che, in casi gravi, il dolore al collo derivante dal processo
artrosico arriva ad essere veramente molesto, pregiudicando molte
possibilità di movimento: difficoltà a fare retromarcia in auto, a
guardare verso l’alto (dolori, limiti, rigidità, capogiri), a flettere
il capo verso terra (dolori e a volte vertigini, etc.).
Quando non ci si prende cura del problema in modo adeguato, risolvendolo alla fonte (potrebbe
essere causato dai
denti, dall’articolazione temporo-mandibolare, dalla zona lombare, da un
piede, etc.), il nostro corpo mette in atto un meccanismo naturale di
difesa: limita o blocca il movimento in modo progressivo o completo.
Tale meccanismo di riduzione del movimento o di blocco ha proprio il
compito di non far avvertire il dolore. Ecco perchè, dopo numerose fasi
acute e croniche, il dolore in alcuni casi si riduce, diventa silente e sparisce... In realtà, a distanza di tempo
verranno a crearsi altri problemi in
altre parti del corpo. Infatti, a fronte di una zona che non partecipa
più al movimento per la normale sopravvivenza, altre zone del corpo si
ritrovano obbligate a farsene carico. E proprio in tali zone coinvolte
nasceranno lentamente nuove patologie, dapprima di tipo infiammatorio (per il
superlavoro) poi dei veri e propri processi artrosici. In questo
processo, la zona lombare è una delle prime a risultare colpita.
Il fenomeno sopra descritto viene messo automaticamente in atto dal corpo in
qualsiasi sua parte, seguendo sempre la stessa modalità.
Sintomi: uno dei primi segnali può essere il rumore di
sfregamento chiamato “sabbia nel collo”, ovvero un rumore di fondo che si
avverte ruotando il collo verso posizioni estreme. Esso si manifesta
per troppa compressione dei muscoli sulle vertebre e tale compressione
si scarica all’interno delle articolazioni stesse, danneggiandole.
Il tratto cervicale riveste, nel concetto di salute, un'importanza del
tutto straordinaria; patologie di questo tratto sono in grado di dare
luogo a numerosissime manifestazioni: limiti di rotazione, di flessione
ed estensione, dolori diffusi al collo, cefalee, emicranie, vertigini,
nausea, acufeni (fischi o ronzi alle orecchie), disturbi o calo della
vista, disorientamento, alterazione della memoria (vedi i sintomi di
coloro che hanno subito un colpo di frusta violento), insonnia o
sonnolenza ingiustificata, cervicobrachialgie, parestesie al cuoio
capelluto, sindrome del trigemino, diminuzione della forza, disturbi
della tiroide, disturbi della fonazione, disturbi neurologici alle
gambe, ed altri ancora.
Ogni tratto del rachide cervicale dispensa patologie a lui connesse; per
esempio se il tratto cervicale artrosico è la parte alta (Ia, IIa, IIIa
vertebra), le principali manifestazioni saranno legate alla testa e a
tutto ciò che vi è connesso.
Se la zona colpita è quella bassa (ovvero Va, VIa e VIIa vertebra), le
parti principalmente lese risultano le spalle, le braccia, la gola.
Tutte le vertebre del tratto cervicale, se causano compressioni
midollari, sono in grado di creare manifestazioni fino all'intero tratto
lombare e alle gambe.
Possibili cause: una delle principali ragioni è il nostro stile
di vita: stress e tensioni in abbondanza; raramente o mai esercizi di
stretching o di postura seguiti da esercizi di rilassamento. Dunque un
fatto di cultura e di costume. A fronte dello stress che viviamo, delle
cattive posture che manteniamo per ore e ore al lavoro o in casa (alla
scrivania, sul divano, in piedi, etc.) i muscoli si adeguano a tali
posture e quindi si raccorciano, determinando compressioni sulle
articolazioni che gestiscono.
Non bisogna dimenticare l’invadenza di alcune attività sportive, gli
sport violenti, i
microtraumi ripetuti nel lavoro o nello sport, i
fattori emotivi che ci fanno "tirare il collo" dentro le spalle, etc.
A gravare in maniera estremamente importante su questo tratto, a volte
decisamente determinante, è il diaframma, il muscolo della respirazione
per eccellenza. Infatti, lo stress, i problemi, i traumi, si
ripercuotono tutti in ultima analisi sulla respirazione. Il diaframma,
irrigidendosi, nel tempo perde la sua elasticità e funzionalità, che
delega così ai muscoli accessori, presenti in gran parte anche nel
collo. E quando tali muscoli saranno gravati da questo lavoro/compito
straordinario (non dovuto) per troppo tempo, si innescheranno
inevitabilmente una serie di problemi a carico del collo, che porteranno
fino all’artrosi.
Termini connessi alla patologia: artrosi cervicale, artrosi del
tratto cervicale, cervicoartrosi, artrosi della colonna cervicale, algia
cervicale, cervicalgie, dolori cervicali, “la cervicale”, collo.
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