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Posturologo
             

 

 

Artrosi anca

In presenza di questa problematica noi agiamo scientificamente
per permettere a ciascun corpo un "personale" recupero di funzionalità
e di armonia.
Il nostro lavoro ci insegna che non esistono due casi clinici identici,
poiché ciascun essere umano, unico e irripetibile, viene ogni giorno "formato e deformato" dalla vita...
 

   

 

  1. Informazioni sulla patologia: sintomi, possibili cause, termini connessi, articoli.

  2. Testimonianze di pazienti che sono migliorati grazie al riequilibrio posturale.

  3. L'efficacia del Metodo Raggi® : per quali ragioni offre grandi possibilità di recupero.

  4. Sedute posturali col Metodo Raggi®  presso la sede di Milano, o in altre città italiane.

  5. Scriva al posturologo per ricevere un parere sulla sua problematica.

 

 

Tecniche di riequilibrio posturale Pancafit®– Metodo Raggi®.

L’intervento posturologico ad approccio globale con Pancafit® permette di riallungare
 tutta la muscolatura del corpo grazie all’utilizzo di particolari posture,
che impediscono al corpo stesso di ricorrere ai
compensi antalgici.
In tal modo, riequilibrando le
tensioni muscolari di tutto il corpo attraverso
le
catene muscolari, migliora inevitabilmente la sofferenza delle articolazioni compresse
 che erano vittime di
dolori, con conseguente miglioramento anche della postura,
del movimento, dell’elasticità, dell’energia, della voglia di muoversi e di agire
... in pratica, della qualità della vita!

 

   1.   Informazioni sulla patologia: sintomi, possibili cause, termini
         connessi, articoli
 


Artrosi all’anca:
è una patologia articolare degenerativa che colpisce l’articolazione coxofemorale, causata da un eccesso di compressione a carico dell’articolazione stessa. E’ tipica dell’età avanzata, ma talvolta compare anche nell’individuo adulto.  Ci sono casi di quarantenni con protesi bilaterale dell’anca.
La cartilagine che riveste i capi articolari (in questo caso la testa del femore e l’acetabolo) si usura in modo anomalo e si assottiglia progressivamente. Se si arriva al punto di usura totale, si verifica lo sfregamento di osso contro osso. In tal caso l’intervento chirurgico risulta pressoché inevitabile.
Ma fino a quando permane una parte di cartilagine, anche se assottigliata, vi è ancora la probabilità di un recupero del movimento, della riduzione e scomparsa dei dolori, del recupero di una vita normale. E' necessario che vengano eseguiti dei test chinesiologici e test posturali, grazie ai quali scoprire quanto è possibile agire per ovviare all’intervento chirurgico, o quantomeno per posticiparlo.
Degno di menzione è il fatto che il paziente avverte dolori dentro l’anca, all’inguine, per colpa dell’eccesso di tensioni muscolari che imprigionano l’articolazione stessa. In tal caso il paziente ha difficoltà a muoversi e qualsiasi consiglio che gli si fornisca in relazione al movimento, o peggio ancora al potenziamento (anche della sola cyclette), si rivela non adeguato. Questo accade proprio perché, essendo già l’anca prigioniera di un eccesso di tensioni (infatti non si muove più), il semplice movimento - anche se leggero - o il potenziamento contribuiscono ulteriormente all’opera di distruzione delle ultime parti di cartilagine ancora avanzate.
Quindi si devono in primo luogo allentare le tensioni dell’anca, ovvero bisogna ridare libertà all’articolazione stessa allungando le catene muscolari (così da allentare la compressione all'interno dell’articolazione). Dopo questo primo passo, il movimento sarà di nuovo possibile. Tale tecnica, utilizzata da anni, è molto funzionale.

Sintomi: alcuni biologi sostengono che le nostre articolazioni sono fatte per poter funzionare sino a 120 anni. Se si considera un paziente di 50 anni, già costretto a ricorrere all’intervento di artroprotesi, si può ben immaginare che qualcosa non sia andato per il verso giusto. E’ come acquistare un’automobile che è stata concepita e costruita per percorrere almeno 150.000 km, e ritrovarsela distrutta dopo appena 60.000 km... forse ci adireremmo col costruttore! Ma questi potrebbe evadere le nostre rimostranze, indicando che tutte le altre auto funzionano bene e a lungo nel tempo. Allora, sarebbe legittimo ipotizzare che la nostra automobile non sia stata utilizzata secondo i principi dovuti, il che equivale a dire, per il nostro corpo, secondo le appropriate norme igieniche e salutistiche.
Qualcosa di sbagliato c’è: va scoperto che cosa, dove e quando.
Fino a quando è possibile, vanno trovati rimedi fisiologici. In extremis, c'è l’artroprotesi.
Quali sono i sintomi che si riscontrano nel caso dell’artrosi?
Ancor prima che inizi l’usura cartilaginea, qualcosa deve succedere affinché compaia dentro l’anca quella compressione che poi porterà alla consumazione delle cartilagini. Un trauma, o altro. Tale compressione può manifestarsi con tensioni nei movimenti, qualche piccola fitta, disagio a camminare a passo lungo (si rende necessario ridurre l’ampiezza del passo, aspetto di cui nessuno si accorge o a cui nessuno dà importanza). Poi possono insorgere infiammazioni, fitte più insistenti dentro l’anca o all’inguine, che a volte abbracciano tutta l’articolazione. Fino ad arrivare, a causa del dolore,  ad una fortissima riduzione del movimento e quindi alla vera e propria impossibilità meccanica di compierli, per via della stretta morsa dei muscoli che imprigionano l’anca.
Ecco quindi la ridotta mobilità nei movimenti di rotazione, abduzione, flessione ed estensione. L'artrosi all'anca, oltre a comportare difficoltà di movimento, spesso provoca dolore, a volte insopportabile.
Quando la patologia è in stato avanzato si associano anche alterazioni ossee (addensamenti, formazioni di cavità e geodi, neoformazioni di protuberanze ossee, ecc…), ispessimento della sinovia e rigidità delle capsule articolari. La concomitanza di questi fattori conduce nel tempo all’artrosi deformante.
L’ulteriore avanzamento della patologia e del dolore sono le cause per cui risulta difficoltoso mettersi le calze, calzare le scarpe, indossare i pantaloni, accavallare le gambe, salire e scendere le scale, divaricare le gambe, etc.
Quando non ci si prende cura di questo problema in tempo utile, con l'obiettivo di risolverlo alla fonte (la causa dell’artrosi all’anca potrebbe infatti provenire da altre parti del corpo, per effetto delle catene muscolari), il nostro corpo mette in atto un meccanismo naturale di difesa: limita o blocca il movimento in modo progressivo o completo. Tale meccanismo di riduzione del movimento o di blocco ha proprio il compito di non far avvertire il dolore. Ecco perchè, dopo numerose fasi acute e croniche, il dolore in alcuni casi si riduce, diventa silente, sparisce.
In realtà, però, a distanza di tempo verranno a crearsi altri problemi in altre parti del corpo. Infatti, a fronte di una zona che non partecipa più al movimento per la normale sopravvivenza, altre zone del corpo si ritrovano obbligate a farsene carico. E proprio in tali zone coinvolte nasceranno lentamente nuove patologie, dapprima di tipo infiammatorio (per il superlavoro) poi dei veri e propri processi artrosici. In questo processo, la zona lombare è una delle prime a risultare colpita.
Il fenomeno sopra descritto viene messo automaticamente in atto dal corpo in qualsiasi sua parte, seguendo sempre la stessa modalità.

Possibili cause: l’età avanzata, fattori ereditari predisponenti, le implicazioni del nostro frenetico stile di vita quotidiano (traumi, posture alterate o viziate, stress, ansia, preoccupazioni, mancanza di movimento, sport violenti o traumatici, scorrette abitudini alimentari, etc.).
Quando l’artrosi all’anca non è giustificata da fattori traumatici noti, bisogna pensare a scorrette abitudini posturali, alimentari, a microtraumi ripetuti, etc. Comunque sia, tutte le possibili cause e concause si traducono in un eccesso di tensione muscolare e legamentosa, che intrappola e comprime l’articolazione stessa.

Termini connessi alla patologia: artrosi dell’anca, coxartrosi, dolore all’anca, lussazione e sublussazione anca, displasia dell’anca, artroprotesi, protesi dell’anca.

 

Per un approfondimento della patologia si segnalano gli articoli del prof. Raggi:

DIAGNOSI & TERAPIA  -  Anno XXV n° 2, 20 Febbraio 2006
La parola al paziente: Un caso di artrosi bilaterale alle anche... "Finalmente posso ricominciare a fare sport!"

TERAPIA MANUALE E RIABILITAZIONE - Anno 5° n° 2, Giugno 2003
La coxoartrosi: come i muscoli possono divenire responsabili dell'artrosi all'anca

 IL MASSOFISIOTERAPISTA  -  Anno 2 - Settembre 2004
Artrosi dell'anca.


DIAGNOSI & TERAPIA  -  Anno XXII n° 10, 20 Dicembre 2003
L'artrosi del tratto cervicale, lombare e dell'anca. Come può intervenire la posturologia nei casi di artrosi?


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   2. Testimonianze di pazienti che sono migliorati grazie al riequilibrio
        posturale
(cliccare sul titolo per leggere il caso completo)
 

 
   
   

N.B. Tra i molti casi da noi trattati sono stati scelti solo questi, in quanto descrivibili in modo semplice e scorrevole, senza il ricorso ad una terminologia prettamente scientifica, poco apprezzata da un pubblico non specializzato nel settore riabilitativo.

I nostri terapisti sono a disposizione per chi desiderasse ulteriori informazioni.

 
 

PREMESSA IMPORTANTE: i casi sotto riportati sono il risultato di un lavoro di equipe da parte dei nostri posturologi, chinesiologi, chinesiterapisti, massofisioterapisti, docenti Pancafit®, Metodo Raggi®. 
I pazienti sono stati tutti trattati con il Metodo Raggi®, metodica che si avvale dell’attrezzo Pancafit® per rendere il lavoro più facile, veloce e con risultati statisticamente più elevati.

 

Coxoartrosi
"Sono tornato un uomo in gamba!"

 

Chi:
Sintomi:

Causa scatenante:
Sedute posturali eseguite:
 
Risultato:

  Paziente di 54 anni - sesso maschile - pensionato.
Coxoartrosi alle anche con forti dolori che si estendono dall'inguine fino al ginocchio. Crampi ai piedi.
Trauma alla spalla e caduta da cavallo 10 anni prima.
N° 13.
I dolori e i crampi sono scomparsi: riesce finalmente a salire le scale e ad allacciarsi le scarpe. Inoltre è tornato a camminare in montagna e a cavalcare. 

Pilota Super Bike con l'artrosi all'anca
Lettera APERTA del Sig. Massimo Accornero

Chi:
Sintomi:

Causa scatenante:

Sedute posturali eseguite:

Risultato:
  Paziente di 41 anni - sesso maschile - motociclista.
Coxoartrosi con forte infiammazione all'anca e alla schiena e le conseguenti problematiche per guidare una moto da corsa.
Molteplici traumi collegati al motociclismo e un fenomeno congenito di "coxaprofunda".
Sedute settimanali attualmente in corso e utilizzo di Pancafit®, anche a casa, sia prima che dopo le prove e le gare in moto.
Notevole riduzione della sintomatologia dolorosa e incremento dell'elasticità muscolare.


Artrosi all'anca e colpo di frusta
"A 38 anni non mi muovevo quasi più..."
 

Chi:
Sintomi:
Causa scatenante:

Sedute posturali eseguite:

Risultato:

  Paziente di 38 anni - sesso maschile - agente di commercio.
Zoppia, dolore gambe, dolori gluteo e inguine.
Violento colpo di frusta 12 anni prima e trauma al ginocchio destro giocando a calcio.
N° 7.
Totale scomparsa dei dolori.
 


Bloccato da un'artrosi all'anca
"Finalmente posso ricominciare a fare sport!"
 

Chi:
Sintomi:
Causa scatenante:

Sedute posturali eseguite:


Risultato:

  Paziente di 47 anni - sesso maschile - sportivo.
Dolore invalidante all'anca sinistra per coxoartrosi bilaterale.
Ingessatura del ginocchio sinistro all'età di 20 anni, per trauma distorsivo alla caviglia.
N° 15 sedute posturali, con parallelo utilizzo domiciliare di Pancafit da parte del paziente (a partire dalla 4a seduta).
Scomparsa del dolore e ripresa dell'attività sportiva.
Solo un lieve indolenzimento sotto carico.
 


L'artrosi all'anca della Signora Rita
"A 72 anni sono di nuovo libera di muovermi!"
 

Chi:
Sintomi:

Causa scatenante:
Sedute posturali effettuate:

Risultato:
  Paziente di 72 anni - sesso femminile - casalinga.
Dolori insopportabili all'anca, malgrado i farmaci. Immobilità a letto e impossibilità di riposare.
Operazione per coxoartrosi 11 anni prima.
N° 5, poi la paziente ha proseguito con autotrattamenti con Pancafit® a casa propria.
Scomparsa dei dolori; la paziente è tornata a camminare senza bastone, a dormire ed a svolgere le faccende domestiche.
 

Possibile artrosi all'anca per una vecchia distorsione alla caviglia
 

Chi:
Sintomi:

Causa scatenante:

Sedute posturali eseguite:

Risultato:

  Paziente di 35 anni - sesso femminile - impiegata.
Dolore all'anca destra irradiato al fianco ed al gluteo, con un risentimento alla muscolatura interna della coscia.
Vecchia distorsione alla caviglia sinistra e tensioni alla muscolatura della schiena.
N° 10.
Scomparsa del dolore all'anca e recupero della funzionalità degli arti inferiori. Diminuita anche la ritenzione idrica; sensazione di leggerezza diffusa alle gambe. 





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Testimonianze

     

- Alluce Valgo
- Artrosi Anca
- Artrosi Cervicale
- Artrosi Ginocchio
- Artrosi Lombare
- Cervicalgie
- Cicatrici reattive
- Denti e postura
- Ernie discali
- Formicolii
- Ginocchia
- Ipercifosi
- Lombalgie/
Mal di schiena

- Lombosciatalgie
- Occhi e postura
- Parestesie
- Piedi
- Protrusioni
- Tunnel carpale
- Varie

       
       
       

 

 

 

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