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La Signora Michela, 74 anni, si presentò presso il
nostro studio per una fastidiosa lombalgia associata a rigidità
muscolo-articolare in genere. La seduta di valutazione posturale evidenziò, oltre ad un quadro di
tensione dei paravertebrali, degli alluci valghi molto marcati, tale da
deformare anche le scarpe che indossava.
Domandai alla Signora Michela quanto dolore le provocavano gli alluci
rispetto alla schiena: lei mi rispose che ormai si era abituata al
dolore, tuttavia per provarne un po' meno era costretta ad una
"deambulazione antalgica" sull'esterno del piede, così da evitare di
appoggiare completamente gli alluci a terra. Mi raccontò inoltre che a
fine giornata sentiva il bisogno di fare pediluvi di oltre mezz'ora, per
dare ristoro ai piedi e sentirli di nuovo "vivi".
Dedicai quindi il primo trattamento esclusivamente ai piedi, consapevole
che un piede "duro", scatena nel tempo tensioni che, partendo dal piede,
salgono al ginocchio, all'anca, alla colonna, per arrivare fino al
collo.
Trattai gli alluci uno per volta, mantenendoli in derotazione, in
trazione ed in flessione per allungare i muscoli retratti; tutto questo
naturalmente in rigorosa postura: Michela ovviamente manifestava un po'
di sofferenza.
Alla fine del trattamento, la invitai quindi a rialzarsi per verificare
in stazione eretta la sensazione dei piedi ma soprattutto della schiena. Con stupore Michela mi disse che il mal di schiena era diminuito almeno
del 50% e che i piedi li sentiva "strani", sicuramente più leggeri e con
una migliore distribuzione del peso su tutta la pianta. Riusciva inoltre
ad appoggiare il piede, anche internamente, senza provare dolore. Capii
che l'aggettivo "strani" era stato utilizzato per descrivere una
condizione che non le era più familiare da molto tempo.
La sorpresa maggiore arrivò dopo che Michela si rivestì: una volta
calzate le scarpe, infatti, esclamò: "mi ballano i piedi nelle scarpe!". La settimana successiva, mi confermò che aveva addirittura difficoltà a
trovare un paio di scarpe che non le stessero larghe, infatti doveva
studiare degli stratagemmi (utilizzare del cotone come riempimento) per
non ballarci dentro; inoltre il mal di schiena era nettamente diminuito
rispetto al solito.
Continuammo i trattamenti per altre 5 sedute, trattando accuratamente
piedi e schiena. Poi interrompemmo perché Michela doveva recarsi in
Puglia a trovare i propri figli.
Tempo dopo, quando la rincontrai, Michela mi disse che i piedi non le
avevano creato più fastidi ed anche la schiena era più leggera e libera. |