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La Signora Roberta, 59 anni, si presenta presso il
nostro studio con una notevole preoccupazione e ansia. La causa sta nel
pensiero di dover affrontare un intervento alla colonna vertebrale, che
le è stata consigliata per liberarla dai persistenti dolori alla
schiena. Dopo aver letto il referto del radiologo ed osservato
attentamente la colonna della Signora Roberta, mi rendo conto che
emergono delle incongruenze.
Dall'analisi posturale rilevo che i piedi della
Signora sono molto rigidi e con alluce valgo bilaterale, uno operato, il
destro, l'altro no. L'intervento, che risale a qualche anno prima, ha
dato scarsi risultati; è invece presente un dolore articolare che
affligge il dito non operato.
Perché la mia attenzione si è diretta ai piedi?
Perché un piede
rigido, bloccato e fuori assetto corretto, non potendo svolgere
normalmente le sue funzioni nel camminare, delegherà tali funzionalità
alle ginocchia, al bacino e alla colonna vertebrale, che "pagheranno"
nel tempo l'iper- lavoro cui si trovano sottoposti.
Inizio la prima seduta con un trattamento su
Pancafit® in posizione di scarico per gli arti inferiori (piedi più in
alto rispetto alla testa), e sistemo a livello del sacro una mezza sfera
delle "star-balls" ch3e noi utilizziamo per automassaggio. Questa
consente, mentre si allunga la muscolatura dell'arto inferiore con i
piedi in posizione corretta, di effettuare anche un massaggio profondo
sulla muscolatura della zona lombo-sacrale. Proseguo quindi con un
massaggio profondo ai piedi.
Terminata la seduta, la Signora Roberta si rialza e
riferisce di avvertire una minore pesantezza alle gambe ed ai piedi;
inoltre può appoggiare con più facilità il piede dolorante a terra.
Nel congedarla, La invito ad utilizzare con regolarità ogni sera, a casa
sua, dei separadita (le spugnette utilizzate dalle estetiste per il
pedicure) per circa mezz'ora. Questi semplici strumenti consentono al
piede di fare un buon lavoro di allungamento, riallineamento delle dita,
rendendolo più elastico.
Nella seconda seduta eseguo su entrambi i piedi un
lavoro specifico di trazione dell'alluce, per riportarlo nell'assetto
corretto. Dopo tre sedute i dolori sono notevolmente diminuiti.
All'ottava seduta la Signora segnala che il problema è stato recuperato
al 70%, sia per quanto concerne il mal di schiena, sia per i piedi.
La Signora Roberta, infatti, ha ripreso a camminare
e riesce a rimanere in piedi per alcune ore, svolgendo quei gesti
quotidiani, quali ad es. stirare, che per lei si erano ormai fatti
inusuali.
La vera causa del suo mal di schiena, come si è potuto verificare, erano
dunque i suoi piedi. Sarebbe interessante anche scoprire il perché i
suoi piedi avevano cominciato ad irrigidirsi e un alluce era diventato
valgo. A volte questi problemi nascono proprio dalla zona lombare.
Quindi a questo punto ci si potrebbe chiedere: ma l'inizio della storia
a quando o a quale episodio risale? Ricordiamoci che il corpo registra i
traumi già dal concepimento, e che quindi la storia del paziente può
essere veramente molto lunga. |