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Il compenso antalgico è un sistema automatico
antalgico che il corpo mette inevitabilmente in atto per sfuggire ad un
dolore, un disagio, un tentativo di allungamento della struttura del
muscolo (perché fastidiosa), che si tradurrà, per effetto
dell’interazione con altri muscoli, organizzati in catene muscolari, in
un accorciamento in un’altra zona del corpo.
Infatti quando il corpo avverte un dolore, tende a ridurre o eliminare
il movimento per non soffrire, delegando tale compito/movimento ad
un’altra zona, che viene chiamata vicariante o zona “iper” (cioè la zona
dove si attua il compenso, quindi sottoposta ad un “iper” lavoro che la
danneggerà nel tempo).
In alternativa il corpo, dovendo comunque mantenere la funzione, per
sfuggire temporaneamente al disagio delle tensioni muscolari creerà
delle coattazioni articolari o delle rotazioni assiali, cioè delle
“storture” posturali. Magari non vengono percepite subito dalla persona
che le vive (ci si accorge che la giacca pende da un lato… e poi si
realizza che una spalla è più alta dell’altra), ma spesso risultano ben
visibili dall’esterno.
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