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L'approccio globale, o approccio “olistico”, valuta
la persona come un insieme di più dimensioni che continuamente
interagiscono tra di loro: ad es. i denti con la postura, gli occhi con
la postura, il vestibolo con la postura, etc.
Infatti una variazione sul piano fisico in certa parte del corpo avrà
sempre una ripercussione in un’altra più distante (per azione delle
catene muscolari), ma al contempo avrà anche una ripercussione sul piano
mentale/emotivo. E viceversa. Ad es. una notizia spiacevole
immediatamente ci fa chiudere in noi stessi, come se volessimo
istintivamente “proteggerci”. E il muscolo diaframma (muscolo principale
della respirazione) sarà il primo a subire il contraccolpo dell’impatto
emotivo della notizia, con il blocco momentaneo della respirazione… come
rivela anche il commento “sono rimasto senza respiro!”.
Il posturologo, grazie alla sua formazione transdisciplinare che gli
consente di osservare ogni disfunzionamento in una visione globale
secondo cui “tutto è in relazione con il tutto”, può quindi trattare il
paziente con posture specifiche, oppure indirizzarlo al medico
specialista di competenza, qualora i test specifici lo indichino.
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