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Il Metodo Raggi® è una metodica ad approccio “Globale”.
Si tratta di un metodo che prende in esame la persona nel
suo insieme, osservando attentamente la postura ed ogni segnale che il corpo
evidenzia oppure che ha nascosto in modo “intelligente” o subdolo.
Si ricercano i traumi fisici passati, le
cicatrici, gli interventi chirurgici, le malocclusioni, i modi scorretti di
usare il corpo, le situazioni emotive che hanno lasciato un segno profondo, le
componenti genetiche, le interazioni di carattere biochimico-alimentare,
l’aspetto culturale, etc, per poter poi intervenire in modo mirato.
Questa metodica (utilizzata in modo
completo solo ed esclusivamente dai professionisti diplomati da Studio Sport
2000), tenendo conto di ogni elemento sopra citato, va ad agire sulla parte
fisica della persona grazie all'utilizzo di Pancafit®, un attrezzo che agendo
sulle catene muscolari, fasciali e connettivali permette l’ALLUNGAMENTO
MUSCOLARE GLOBALE DECOMPENSATO; nel contempo si agisce anche in direzione
dello sblocco del diaframma attraverso tecniche respiratorie particolari,
arrivando in questo modo ad agire indirettamente anche sulla componente
emozionale.
E’ proprio tale azione che consente alle
articolazioni bloccate e doloranti (a causa di muscoli tesi e retratti), di
venir sbloccate e rese quindi mobili e funzionali.
In questo modo moltissimi dolori e patologie
osteomuscolari ottengono grandi benefici o addirittura scompaiono come per
incanto: cervicalgie, dorsalgie, lombalgie, lombosciatalgie, tendiniti, borsiti,
pubalgie, radicoliti, epicondiliti, tunnel carpale, periartriti, fibromialgie,
protrusioni discali, ernie discali, ernie jatali, processi artrosici alla
colonna, coxartrosi, gonartrosi; grande efficacia si ottiene agendo sulle
ipercifosi, iperlordosi, scoliosi.
In conclusione questo Metodo e Pancafit®
agiscono su tutte quelle patologie che sono essenzialmente causate da retrazioni
muscolari, dunque da iperpressioni endoarticolari.
Il metodo Raggi® e Pancafit® agiscono sulle
retrazioni muscolari, che altro non sono se non un processo di
“fibrotizzazione” della componente fibrotica connettivale e della componente
fasciale, le quali imprigionano i sarcomeri (unità contrattile del muscolo).
Tale “fissità” o “intrappolamento muscolare" avviene sempre nella direzione del
muscolo in chiusura, ossia in direzione del raccorciamento, determinando nel
tempo una condizione di accorciamento muscolare che risulta irreversibile, a
meno che non si ricorra all'ausilio di una tecnica ad azione globale
decompensatoria.
Tale condizione, detta “retrazione”, ha il
potere di rendere rigide e prigioniere le articolazioni e dunque l’intero corpo
in un complesso sistema di “catene
muscolari, fasciali e connettivali” che sono in grado di causare tutte le
patologie sopra descritte. |