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Essendo insegnante di
educazione fisica, oltre che un terapista, mi capita di trattare ragazzi
esonerati dalle lezioni di ginnastica, a causa di malattia oppure di
infortuni e traumi.
In occasione di una di queste situazioni ho avuto modo di "sperimentare"
la possibilitā di utilizzo di PancafitŪ con due pallavoliste di 16 anni:
Eleonora e Grazia.
Infortunatesi nel corso di un allenamento, le ragazze si sono quindi
ritrovate costrette a saltare le lezioni di educazione fisica
scolastica: ogni volta un'ora di autentica "prigionia" e sofferenza,
negando il loro bisogno di fare movimento e di allenarsi.
Desiderando dar loro una mano, mi sono rivolto in prima battuta ai
genitori di Eleonora offrendo delle indicazioni terapeutiche ed anche un
lavoro concreto, cosė da utilizzare il tempo di forzato riposo per
alleviare il dolore al ginocchio.
Parlando con la mamma di Eleonora, tra l'altro, ho scoperto che in
realtā il dolore non si era manifestato a seguito di un effettivo
trauma, ma
"non si sa perché"; infatti nessuno ancora l'aveva
diagnosticato con precisione. L'unica strada sembrava quindi il riposo.
Data la situazione, ho osservato nel dettaglio la postura di Eleonora,
che era in tenuta sportiva (calzoncini e maglietta). I muscoli agonisti
ed antagonisti del ginocchio, sempre potenziati e mai allungati,
probabilmente avevano provocato con il loro conflitto una forte
compressione all'articolazione del ginocchio, ed un "contatto" esagerato
fra tibia e femore.
Fatta quindi salire Eleonora su PancafitŪ, le ho indicato degli esercizi
di respirazione abbinati ad auto-allungamento del tratto cervicale, per
passare poi ad esercizi di flessione plantare e dorsale del piede,
rigorosamente senza l'intervento delle muscolature della coscia.
Dopo due lezioni da 30 minuti ciascuna, Eleonora era giā scesa in campo
per giocare la sua prima partita, senza pių tensioni e dolori all'arto
inferiore.
Ecco che la sua compagna ed amica Grazia, avendo notato che giā alla
prima seduta su PancafitŪ Eleonora avvertiva meno tensioni muscolari,
forse un po' invidiosa del miglioramento mi mette in contatto con sua
mamma per verificare se era possibile intervenire sulla sua spalla,
causa di dolore e quindi di esonero dalle mie lezioni e dagli
allenamenti di pallavolo. In questa tediosa attesa di guarigione,
qualche esercizio di allungamento muscolare globale decompensato avrebbe
potuto aiutare anche lei!
Pronti: anche Grazia č su PancafitŪ per riallungare le muscolature che
imbrigliano la spalla e la fanno soffrire, compiendo respirazioni
corrette ed esercizi di auto-allungamento, per lei particolarmente utili
in quanto nell'atto respiratorio usava prevalentemente gli accessori.
Aggiungiamo inoltre esercizi mirati per "aprire" la zona infrascapolare
(dorso) ed allungare quella dorso-lombare.
Giunti alla terza seduta (abbiamo lavorato 30 minuti ciascuna), Grazia
prova una netta sensazione di libertā di movimento ed una diminuzione
del dolore di almeno il 50%.
Ho quindi proceduto utilizzando le doppie palline sui paravertebrali in
panca con automassaggio del diaframma, per dare libertā alla spalla che
soffriva a causa di un diaframma teso e retratto, responsabile di aver
costretto la muscolatura accessoria della spalla stessa ad un super
lavoro al fine di garantire la respirazione. Grazia, inoltre, soffriva
anche di attacchi d'asma.
Terminata la terza seduta, anche per Grazia č ripresa immediatamente
l'attivitā sportiva.
Un dubbio: meglio esonerate e nullafacenti o
PancafitŪ? A voi la
scelta! |