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Sergio, imprenditore Bresciano di 47 anni, si
presentò presso il nostro studio con l'intenzione di acquistare
Pancafit® perché sofferente di lombalgia da circa 17 anni, cioè da
quando aveva fatto uno sforzo eccessivo mentre dipingeva le pareti di
casa. Negli ultimi quattro anni la situazione era andata peggiorando,
soprattutto d'estate, al punto tale che si verificarono dei veri e
propri "blocchi", che lo costringevano a letto per circa una decina di
giorni.
Durante l'anamnesi mi riferì, così come li riporto, alcuni fattori molto
indicativi su quella che poteva essere la causa della sua lombalgia:
1) appendicectomia (peritonite) all'età di otto anni, seguita da diversi
eventi di coliche;
2) forti disturbi intestinali da circa 20 anni, dopo un incidente d'auto
(forte trauma diaframmatico);
3) frequenti risvegli notturni sempre alle due (orario in cui secondo la
medicina cinese il fegato, inteso sia come organo che come canale
energetico, sviluppa al massimo la sua attività);
4) taglio suturato al ginocchio sinistro all'età di 12 anni;
5) da circa tre mesi il livello energetico era piuttosto basso;
6) gli "sgarri " alimentari, che subito si ripercuotevano su fegato ed
intestino, creando problemi funzionali e aumento della lombalgia.
Osservandolo in volto (in relazione a quanto spiega la fisiognomica)
notai, nell'area relativa al fegato, un marcato segnale di sofferenza a
conferma di quanto precedentemente detto in relazione al fegato stesso.
Per ultimo mi disse che ormai si sentiva condannato a stare in tensione
e con il "fiato sospeso" perché, non appena tentava di rilassarsi, la
lombalgia aumentava di molto.
Cercai di ricostruire il "puzzle" della sua situazione e conclusi che il
diaframma, sin da bambino, aveva subito pesanti condizionamenti dal
fegato, dall'intestino e dal forte trauma a seguito dell'incidente
d'auto.
Spiegai a Sergio come il diaframma, essendo situato proprio sotto il
fegato, avesse ricevuto per 45 anni stimoli di sofferenza e di tensione
(nocicettivi, ovvero di disturbo) provenienti dal fegato stesso, che
avevano appunto determinato uno stato di forte spasmo. Successivamente
poi, a causa dei suoi collegamenti con il tratto lombare della colonna
vertebrale, il diaframma aveva a sua volta trasferito tali tensioni in
quell'area, rendendola così sofferente.
Dopo questa spiegazione Sergio si sentì immediatamente meno teso, già
solo per il fatto di essere riuscito a vedere un quadro plausibilmente
chiaro della sua condizione.
Iniziando la seduta di postura, lo feci sdraiare sulla Pancafit® ed
iniziai un massaggio di sblocco del diaframma. Fu subito evidente una
maggior tensione della parte destra (guarda caso quella relativa al
fegato) rispetto alla sinistra; dedicai due minuti per parte e poi
conclusi il trattamento con un lavoro volto a riabilitare la funzione
del ginocchio sinistro. Ancora prima di rialzarsi, Sergio esclamò: "ora
posso rilassarmi senza problemi!".
Proseguimmo ancora per due sedute, durante le quali ripetei gli stessi
esercizi posturali della prima, e Sergio prima di congedarsi mi disse:
"Riesco a muovermi senza dolori, dormo ottimamente senza più risvegli,
ho maggiore energia psico-fisica e l'umore è decisamente migliorato".
Nel salutarci, gli suggerii di fare attenzione all'alimentazione, così
da aiutare il fegato nelle sue funzioni, in modo che disturbasse il meno
possibile il suo "vicino di casa": il diaframma. |