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Nel mese di ottobre 2002, si è presentata presso il
nostro studio la signorina Chiara, studentessa di anni 16, accompagnata
dalla mamma.
Durante l'anamnesi, Chiara racconta di forti dolori alle ginocchia sotto
la rotula e nella zona posteriore, che si manifestano dopo un'intensa
attività sportiva e prima di cambiamenti meteorologici. Tutto è iniziato
nel gennaio 2002 senza una causa apparente; da leggeri fastidi alle
rotule fino a veri e propri dolori e fitte nella zona dietro le
ginocchia.
E' chiaramente visibile un valgismo delle ginocchia e piedi
apparentemente piatti. Domando a Chiara ed alla madre se nessuno
avessero notato che le ginocchia quasi si toccavano. Mi riferirono ciò
che era stato detto loro, e cioè che le ginocchia ormai non si potevano
più "raddrizzare". Forse, un domani, con un'operazione si sarebbe potuto
fare qualcosa per loro, ma comunque non c'entravano niente con i dolori.
Per i piedi piatti invece erano stati consigliati dei plantari.
Come prima cosa faccio osservare a Chiara come, riportando le ginocchia
in asse con una semplicissima extrarotazione dei femori, scompare il
piattismo ai piedi. Quindi il nostro vero obiettivo è far si che le
ginocchia rimangano in asse da sole! Per questo sarà necessario che
Chiara si applichi pazientemente a casa, con esercizi di rieducazione
posturale mirati ad un allungamento muscolare globale, per mantenere ed
incrementare quei miglioramenti che otterremo in studio.
Iniziamo subito con l'esercizio di quadrupedia: Chiara, da in piedi,
deve flettere il busto in avanti ed appoggiare le mani su uno sgabello,
mantenendo le gambe tese. Soltanto a mettersi in posizione, Chiara sente
"tirare" i muscoli dei polpacci, i muscoli femorali ed i glutei. Se poi
le chiedo di raddrizzare le ginocchia, le tensioni aumentano moltissimo…
e proprio lungo quei muscoli che nel tempo si sono accorciati, creando i
problemi di oggi. Ripetiamo l'esercizio tre volte, per la durata di
circa tre minuti ciascuna. Al primo tentativo le tensioni erano molto
accentuate, al terzo, sempre mantenendo la stessa posizione, il "tirare"
è diminuito del 50%.
Spiego a Chiara quello che sta succedendo: i muscoli "corti" cominciano
a riallungarsi. E se ogni giorno verranno rieducati a stare allungati,
loro ubbidiranno, fino a quando diventerà costante tale condizione, cioè
sarà ormai normale per loro essere elastici invece che corti.
Per questo è importante che Chiara memorizzi bene l'esercizio e lo
ripeta tutti i giorni a casa.
Appena terminata la seduta, Chiara dice di avvertire una sensazione di
leggerezza alle gambe e soprattutto alle ginocchia, ed inoltre di
provare un migliore appoggio dei piedi a terra, nel senso che non sente
più le caviglie cadere in dentro. Si sente motivata a garantire il suo
esercizio quotidiano, a casa.
Dopo 15 giorni ci ritroviamo per la seconda seduta e Chiara mi riferisce
che i dolori sono diminuiti del 30%. Posso quindi proporre a Chiara di
ripetere lo stesso esercizio ma questa volta su Pancafit®, per agire
sull'allungamento muscolare in modo più diretto ed efficace, e
soprattutto garantendo la globalità del lavoro.
Alla terza seduta, quindici giorni dopo, i dolori sono ormai diminuiti
del 70%.
Tra la terza e la quarta seduta i dolori non si sono più fatti sentire.
Al termine della quarta seduta ho proposto un controllo dopo tre mesi,
raccomandandomi di continuare sempre gli esercizi a casa.
Chiara ha potuto riprendere l'attività fisica a scuola, senza più
doversi fermare per i dolori.
Ora le ginocchia risultano in asse e Chiara riesce a mantenerle così con
gli esercizi posturali che svolge almeno 2-3 volte alla settimana.
Non usa più i plantari per i piedi piatti… anzi, li sente scomodi! |