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Il Signor Saul, 36 anni, ci ha contattato per un
problema al piede destro. Per la precisione avvertiva una fitta talmente
forte sotto al tallone, da non consentirgli di appoggiare completamente
il piede a terra. Tale problematica, col tempo, ne ha scatenate altre,
fino a coinvolgere la zona lombare e l'altra gamba, attraverso una serie
di innumerevoli compensi che il corpo ha adottato per cercare di
limitare al massimo la sofferenza della deambulazione.
In sede di valutazione posturale, si notano due cicatrici: una, brutta,
che corre lateralmente al ginocchio destro (esito di un'operazione volta
alla resezione di un tendine ritenuto responsabile dei vecchi problemi
di cui soffriva al ginocchio stesso); l'altra, cronologicamente più
antica, si presenta vicino al malleolo interno della caviglia destra. Al
Signor Saul era stato garantito che, dopo l'operazione al ginocchio, non
avrebbe più avuto alcun problema di sorta. Di fatto, però, giorno dopo
giorno la zona operata ha cominciato a perdere la sensibilità originaria
ed a risultare sempre meno stabile.
Il primo trattamento è consistito nel far accomodare il Signor Saul
sulla panca aperta ad un angolo di lavoro molto comodo, con la testa più
bassa delle gambe, per dare priorità al tratto lombare, che quel giorno
era particolarmente sofferente. Una volta trattate le due cicatrici, con
maggior enfasi su quella del malleolo, ho concluso la seduta facendo
respirare il paziente in postura corretta, mantenendogli i piedi in
dorsi-flessione e chiedendo una leggera extrarotazione dei femori che
compensavano in intrarotazione.
In un attimo il Signor Saul ha sentito scatenarsi tensioni lungo gli
arti inferiori (soprattutto il sinistro), che giungevano fino alla zona
lombare. Gli ho chiesto di respirare per circa tre minuti, poi l'ho
invitato a rialzarsi per testare le sensazioni post-trattamento: il
paziente ha cominciato a camminare su e giù per lo studio, incredulo. Il
disagio al tallone, infatti, era completamente sparito ed il ginocchio
sembrava aver recuperato la sensibilità persa. il Signor Saul ha quindi
provato a testare anche la libertà articolare delle ginocchia in
accosciata… il suo stupore cresceva, in quanto erano diversi anni che
non poteva assolutamente andare in massima accosciata per un "freno
meccanico" in corrispondenza del ginocchio traumatizzato. Guardandomi
diritto negli occhi, egli ha quindi esclamato: "Ma se è sempre così, è
fantastico!".
Le sedute successive hanno permesso di constatare che il miglioramento
si era consolidato e sono servite ad incrementarlo ulteriormente.
Il Signor Saul era ormai pronto a diventare protagonista del proprio
benessere, da lì in poi, applicandosi a casa propria negli esercizi
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