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UN PIEDE CAVO E PROBLEMI A CAMMINARE
Un bimbo dai polpacci d'acciaio

    - Il piede non appoggia più a terra... pur non
  avendo subito alcun trauma diretto

- Metatarsalgia
- Un trauma al piede mi ha messo in ginocchio
- Piedi doloranti e lombalgia per distorsione
  alle ginocchia

- Un piede cavo e problemi a camminare
- Piedi e gambe tremano per una cicatrice
- Piedi apparentemente piatti e dolori alle ginocchia
- Un trauma al piede può causare artrosi all'anca
- Il piede piatto di Marco
- Dolori ai piedi, lombalgia e dermatite
- I piedi di "marmo" non mi fanno più camminare
- Un piede soffre a causa delle cicatrici
- "Liberato" il piede posso partecipare alla
  maratona di New York!

- Dolori ai piedi e alle ginocchia per recurvatum
- Vecchio trauma ad un piede causa dolore
  alle spalle e zona lombare

- Piedi e schiena vittime di uno stress emotivo
- Distorsioni alle caviglie e dolori cervicali
- Un ginocchio può essere la causa di un
  mal di schiena
   

Nel settembre 2002 arriva in studio un bambino di 10 anni, Giulio, il quale secondo i vari referti medici presentava un piede cavo varo che, camminando, portava avanti in completa intrarotazione. La soluzione prospettata era di lasciarlo così fino allo sviluppo e poi intervenire tagliando un tendine, in quanto ritenuto troppo corto.
In fase di anamnesi scopro di tutto!
Un diaframma teso, una scoliosi, l'altro piede cavo e valgo, un forte recurvatum che si accentuava ulteriormente in flessione, e una postura che "cadeva" all'indietro con le spalle, al punto che Giulio sembrava spezzato in due all'altezza della zona sacrale e per bilanciarsi incrociava le braccia dietro la schiena.
Cominciamo il lavoro al ritmo di una seduta a settimana, dando la precedenza al trattamento dei piedi e del diaframma.
A dicembre scatto altre foto a Giulio e noto che la situazione è notevolmente migliorata, in generale, per le spalle ed il diaframma, mentre per le gambe si mantiene un leggero varo di circa di c.ca 2 centimetri, e non c'è ancora nessun miglioramento per il recurvatum ed il piede, che in deambulazione viene completamente intraruotato.
Tuttavia i progressi raggiunti mi lasciavano sperare bene.
Nei 2 mesi succcessivi, mentre il lavoro procedeva con fiducia, scoprivo un corpo che nascondeva sempre nuovi problemi, ma al tempo stesso faceva piccoli passi positivi, come stare in piedi senza mettere più istintivamente le braccia incrociate dietro la schiena. Scatto quindi altre foto a Giulio, sicura di rilevare in seguito altri progressi.
Quale grande depressione e senso di sconfitta, quindi, nel momento in cui realizzo che nulla si è mosso!
Tali sentimenti mi hanno tuttavia spinto a rivedere completamente il caso, studiando il soggetto fino al punto di individuare, secondo me, la chiave di una nuova fase lavorativa. Decido infatti di lavorare "a manetta", come si dice a Milano, su polpacci ed anche.
Inizio così a "torturare" con la fibrolisi quei sottili polpacci, che nascondevano incredibili tensioni e corde da sembrare di acciaio. Terminato il primo polpaccio faccio rialzare Giulio, per vedere se si notava qualche differenza. Dopo un minuto il bambino si accorge che non riesce più, da fermo, a portare in recurvatum la gamba, infatti esclama: "Non riesco più a spingerla indietro!".
Entusiasta del risultato, mi accingo subito a lavorare anche l'altra gamba.
Ed ecco che quando Giulio si alza, non credo ai miei occhi: il bimbo aveva le ginocchia perfettamente unite e semipiegate, al punto che per più volte gli ho chiesto se non stesse facendo apposta. Incredula, immortalo il risultato con alcune foto. Due minuti dopo Giulio accusa un forte ed insopportabile dolore ai quadricipiti ed al quadrato dei lombi, al punto da non riuscire a stare in piedi. Concludo quindi la seduta con un lavoro su Pancafit®.
La settimana successiva appena Giulio torna per la seduta, mi accorgo subito che le spalle, prima evidentemente una più alta dell'altra, sono adesso praticamente allineate.
La situazione, quindi, non era regredita!
Con fiducia mi appresto a lavorare nuovamente i polpacci ed il tensore della fascia lata. Termino la seduta con un lavoro su Pancafit® con bastone oscillante, e domando a Giulio di camminare verso il fondo del corridoio... Non potevo credere a ciò che vedevo!
Giulio, che da un anno guardo di sottecchi ogni volta che incontro, studiando quella povera gamba che manda così palesemente indentro, improvvisamente cammina mandando quello stesso piede infuori!!!
Chiamo la madre per avere conferma che non si tratti di una mia allucinazione, e infatti anche lei rimane sbalordita. Giulio intanto continua a camminare, e dopo 10 minuti i suoi piedi avanzano dritti, né in dentro e né in fuori.
Il corpo di Giulio stava lavorando…
Dulcis in fundo: la famosa schiena che cadeva all'indietro ed era col tempo lievemente migliorata, adesso si presentava dritta e regolare!!!

 

     

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