“
Effetti del trattamento delle
cicatrici”.
Ricerca eseguita dall’ equipe di Tecnici Posturologi del Dott.
Raggi:dott. Paolo Beretta, dott. Giovanni Castellani, dott.ssa Alida
Cambieri.
I dati sono stati esaminati dal dott. Diego Caimi
1. Introduzione
Dal momento che ogni cicatrice interessa non solo la pelle ma anche
il tessuto connettivale, fasciale e muscolare, attraverso le catene
muscolari può interferire con tutto il sistema muscolo-scheletrico e
quindi sulla postura.
Lo scopo di questa ricerca è quello di valutare. attraverso test
oggettivi e soggettivi. quanto il trattamento delle cicatrici porti
dei cambiamenti posturali, funzionali e sulla sintomatologia
dolorosa.
2. Materiali e metodi
La ricerca è stata condotta su un campione di 40 pazienti suddiviso
in due gruppi di 20: uno campione trattato in postura globale
decompensata con Pancafit (gruppo A) e uno di controllo trattato
non in postura (gruppo B).
Ogni soggetto presentava almeno una cicatrice che è stata testata
all’inizio della ricerca.
Sono stati inoltre eseguiti dei test soggettivi su eventuali dolori
presenti attraverso le scale MPQ e VAS, misurazioni stabilometriche
e baropodometriche con pedana DIASU, test di flessibilità con
flessione del busto avanti (bending anteriore) e fotografie in
postura allo scoliosometro.
Sono stati poi eseguiti 5 trattaementi su tutte le cicatrici di ogni
soggetti con la cadenza di una seduta alla settimana.
Al termine si sono ripetuti i test iniziali e rilevati i
cambiamenti. A distanza di 4 mesi si effettuato il follow up per
valutare se e in che percentuale si fossero mantenuti i risultati
ottenuti.
3. Risultati
Al termine della ricerca sono stati effettuati nuovamente i test di
valutazione potendo così rilevare i cambiamenti dall’inizio alla
fine dei trattamenti e confrontare i risultati ottenuti tra i due
diversi gruppi (A e B).
Dalla ricerca emerge una buona relazione fra il trattamento delle
cicatrici e la diminuzione del dolore. C’è stato un significativo
miglioramento per entrambe i gruppi ma i risultati sono stati
maggiori per il gruppo A (in postura) come dimostrato dal test MPQ e
dalla scala VAS (Grafico 1 e 2).


Grafico 1:
Confronto dei miglioramenti ottenuti nel MPQ nel gruppo A e nel
gruppo B. Ogni classe comprende degli aggettivi identificativi del
dolore. Si evidenzia come al termine della ricerca, per ogni classe,
la percentuale delle persone che hanno riferito i singoli aggettivi
al proprio dolore è diminuita, a conferma che lo avvertivano in modo
meno evidente.

Grafico 2:
Nel gruppo A il miglioramento dei dolori è stato del 60 %
contro il 59 % del gruppo B; il peggioramento è stato del
31 % per il gruppo A contro il 29 % del gruppo A. Infine i
risultati sono rimasti invariati per il 9% del gruppo
A e per il 12 % del gruppo B.
Oltre ad un miglioramento dei dolori si è osservata una maggiore
flessibilità rilevata dal test di flessione anteriore (banding
test). Il gruppo A, pur partendo da un valore medio più alto
rispetto al gruppo B, ha ottenuto un miglioramento più significativo
con un guadagno medio più alto (Tab 1 e Grafico 3).

Tab. 1:
I dati riportati nella colonna inizio e fine indicano la distanza
tra le dita delle mani del paziente e il terreno rilevata nel
bending anteriore (flessione anteriore del busto). Nella
colonna G viene riportata la differenza espressa in cm. tra il test
iniziale e quello finale. I valori positivi indicano che il paziente
ha eseguito una flessione del busto maggiore, di contro i risultati
negativi indicano che il paziente ha eseguito una flessione del
busto minore.

Grafico 3:
Confronto tra la media iniziale e finale dei valori del test di
flessione anteriore del gruppo A e B e confronto del guadagno medio
tra i due gruppi.
Anche attraverso l’analisi strumentale con la pedana stabilometrica
DIASU emerge una variazione dei diversi paramentri in seguito al
trattamento delle cicatrici.
Sono state rilevate le differenze di carico statico, le superfici
d’appoggio e la variazione della proiezione al suolo dei baricentri
per poi confrontare i risultati iniziali e finali (Grafico 4)
Si è rilevato un miglioramento per entrambi i gruppi e il dato più
rilevante è che la percentuale dei soggetti peggiorati è minore per
il gruppo A.
Grafico 4:
Nel gruppo B i pazienti che hanno ottenuto il miglioramento
dell’equilibrio dei baricentri statici sono stati il 50% contro il
45% del gruppo A, quelli che hanno ottenuto il peggioramento sono
stati il 35% contro il 10% del gruppo A. I pazienti che hanno
ottenuto il miglioramento dell’equilibrio del carico statico sono
stati in entrambi i gruppi il 55% mentre quelli che hanno ottenuto
il peggioramento sono stati il 30% contro il 25% del gruppo B.
Infine, i pazienti che hanno avuto il miglioramento dell’equilibrio
delle superfici d’appoggio sono stati il 40% del gruppo B contro il
50% del gruppo A, quelli che hanno avuto il peggioramento sono stati
il 35% contro il 15% del gruppo A.
A distanza di 4 mesi è stato effettuato un esame di controllo su
tutti i soggetti per verificare se si fossero mantenuti o meno i
risultati ottenuti al termine della ricerca.
In entrambe i gruppi hanno continuato a mantenersi gli effetti
positivi del trattamento e per molti pazienti i dolori hanno
continuato a migliorare in questi mesi ottenendo così dei
cambiamenti positivi anche al termine delle sedute. Emerge anche che
dalla fine del trattamento il numero dei pazienti che è peggiorato è
maggiore per coloro che non sono stati trattati in postura (gruppo
B) (Tab.2).
|
Gruppo A – dopo 4 mesi |
|
Dolori (tot 45) |
|
invariati |
migliorati |
peggiorati |
|
9 (20%) |
24 (53,3%) |
12 (26,7%) |
|
Pazienti (tot17) |
|
invariati |
migliorati |
peggiorati |
|
3
(17,6%) |
11
(64,8%) |
3
(17,6%) |
|
Gruppo B – dopo 4 mesi |
|
Dolori(tot 58) |
|
invariati |
migliorati |
peggiorati |
|
11(18,9%) |
23
(39,7%) |
24
(41,4%) |
|
Pazienti (tot 16) |
|
invariati |
migliorati |
peggiorati |
|
2
(12,5%) |
9
(56,2%) |
5
(31,3%) |
Tab. 5:
I dolori migliorati del gruppo B sono il 39,7% contro il 53,3% del
gruppo A, quelli peggiorati sono il 41,4% contro il 26,7 del gruppo
A e quelli invariati sono il 18,9% contro il 20% del gruppo A.
I pazienti migliorati del gruppo B sono il 56,2% contro il 64,8% del
gruppo A, quelli peggiorati sono il 31,3% contro i 17,6% del gruppo
B, gli invariati sono il 12,5% contro il 17,6% del gruppo B.
4. Conclusioni
Questa ricerca ha dimostrato come il trattamento delle cicatrici
abbia determinato dei cambiamenti sia sul dolore che nella
flessibilità e nell’equilibrio a prescindere che sia stato
effettuato in postura su Pancafit o meno. Tuttavia i risultati
ottenuti dal gruppo A si sono dimostrati più significativi e non
solo non sono regrediti a distanza di tempo ma la sintomatologia
dolorosa è continuata a migliorare anche nei mesi successivi.
Questo studio dimostra come il trattamento delle cicatrici eseguito
in postura globale decompensata agisca maggiormente su tutto il
sistema posturale attraverso le catene muscolari messe in condizione
di pre-stiramento.